Bassano Wine Festival, una prima che merita molte repliche.

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Un weekend festivo, l’aria frizzante, le luci di Natale accese ovunque, le vetrine addobbate e le stazioni gremìte di persone. C’è chi raggiunge un amore, chi si butta nelle città dello shopping e chi, come me, segue una passione.

Quando Caterina Scalco mi ha chiamata al Bassano Wine Festival ho accettato senza troppe esitazioni. Il progetto e la sua impostazione mi sono piaciuti immediatamente, dare visibilità a cantine meno conosciute e realtà estremamente territoriali.

Il benvenuto che la Locanda Casanova ci ha riservato è degno di nota e ci fa partire carichi nonostante la stanchezza del viaggio.

Un evento al suo “battesimo” in una città meravigliosa, Bassano del Grappa, con alta rappresentanza del Veneto vitivinicolo.

Una delle cose che mi è piaciuta di più è stata la possibilità di acquistare direttamente i vini in degustazione dallo stesso produttore. Vi chiederete il motivo. Perché il vero senso delle degustazioni aperte al pubblico per me è proprio questo. Mi spiego meglio.

Degustare il vino “in diretta” con il produttore, scoprendolo, sapere quali e come sono i terreni da cui provengono le sue uve, a chi “somiglia”, ci consente di poterlo capire veramente. Inoltre l’emozione che si scatena di fronte ad un calice ci porta a volerla ripetere, magari condividendola. Gli acquisti “emozionali” sono sempre i migliori.

Con il mio fedele taccuino per appunti rigorosamente “di penna” mi riunisco in degustazione con i miei fantastici colleghi Bloggers: Francesco Saverio Russo, Laura Vianello e Matteo Carlucci. La sintonia tra noi è stata immediata e ci ha portato ad individuare i vini più riconoscibili ed identitari tra quelli presenti in Panel (ahimè ci siamo accorti solo in seguito che non tutte le cantine avevano il loro “rappresentante”).

Otto i riconoscimenti assegnati, meritati proprio per la forte personalità.

Vino da bere “oggi”

METTOSANTIN, Prosecco Conegliano Valdobbiadene Brut D.O.C.G.

Vino Contemporaneo

TENUTA SAN MARCELLO, Lacrima di Morro d’Alba D.O.C. Bastaro 2016

Vino “non convenzionale”

IL RONCAL , Colli Orientali del Friuli D.O.C. Friulano 2016

Vino d’identità

PERNIGOTTI, Timorasso dei Colli Tortonesi D.O.C. Intensità 2012

Vino 2.0

BIGAGNOLI, Bardolino Classico D.O.C. 2015

Vino rispettoso

LE DUE TERRE, Cabernet Franc Colli Berici D.O.C. 2016

Vino da bere “domani”

CALALTA, Rosso Veneto I.G.T. Grijer 2015

Vino della tradizione

TIBERI DAVID, Vino cotto Stravecchio di Loro Piceno 2003.

Il Day 2 lo abbiamo dedicato alle degustazioni libere ed al contatto diretto con le cantine presenti, approfondendo i vini già degustati in Panel e scoprendo gli altri. Le piacevoli sorprese sono state tante.

Partiamo dal Prosecco con un’azienda giovane e dinamica, Siro Merotto. Il Glera in ogni sua sfumatura attraverso vari metodi di vinificazione, entusiasmanti, a partire dai barattolini di accompagnamento alla degustazione. Meravigliosi.

Proseguiamo con una realtà nata da poco ma con le idee ben chiare, Ca’ Passion, con due interessantissime versioni di Prosecco ed un “ColFondo”. Piacevolissimi. Caterina ci spiega entusiasta il suo progetto.

Ancora Prosecco con Enotria Tellus, stavolta un DOC Treviso in cui la versione Extra Dry si distingue per la meravigliosa e spensierata bevibilità.

Una delle realtà che mi ha più colpito è Calalta. Un Riesling in purezza – “Davvero”; un blend Syrah e Grenache veramente identitario nonostante l’internazionalità – “Grijer”; un blend Merlot e Cabernet Franc – “ Monsaulente” ed  il “Mentelibera”, Bronner, Incrocio Manzoni e Riesling. Bellissimi esempi di sperimentazione e personalità.

Alessandro Motta ci stupisce con i suoi vini, vitigni in purezza che si distinguono per freschezza e grande beva.

Non potevo non fare un salto da Emilio Vada per immergermi nel meraviglioso Moscato d’Asti, uno dei migliori mai assaggiati. Già affezionata al suo Langhe DOC “Cua Rusa”, Nebbiolo vinificato in acciaio che si esprime in esplosioni di frutti freschi, devo sempre togliere il cappello di fronte al Dolcetto d’Alba.

Conquistata dal Pinot Nero, devo ammettere che Maso Grener mi riesce a sorprendere anche con gli altri vini. Bella realtà che è anche finita nella mia cantina personale.

La Cantina Mossi 1558 ci regala una chicca meravigliosa, il “Rosamata”, una Malvasia Rosa nata dalle ricerche del grande Prof. Mario Fregoni e piantata in quantità limitatissime. Ci regala un vino dolce, ma non troppo, che ho adorato subito.

Tenuta San Marcello non produce solo una Lacrima di Morro d’Alba meravigliosa, ma è capace di lasciarmi senza parole di fronte al Verdicchio dei Castelli di Jesi “Buca della Marcona”. Nato praticamente “per  caso”. Profumi intensi e fruttati, sorso pieno e avvolgente. In cantina? Sì grazie.

Bekeke è una piccola realtà di Roncade, interamente gestita da Simone Maculan. Plurilaureato con professione “altro”, mette tutta la sua passione e identità nei vini che produce. Nessuna denominazione, li fa semplicemente come vuole. Ed ecco che escono Verduzzo e Pinot Grigio macerati, Merlot in doppia veste (da poter confondere alla cieca con i vicini francesi) ed un Carmenére intensissimo. Miei.

Ultimo ma non ultimo, De Bacco. Portabandiera instancabili dei vitigni autoctoni Veneti nel Bellunese dall’inizio del ‘900, mi colpiscono con le versioni spumantizzate di Pavana e Bianchetta Trevigiana. Si distinguono anche sui Bianchi e Rossi fermi.

Un mondo di scoperte entusiasmante, che si conclude nel miglior modo possibile… a spasso col carrello! Porto a casa vini ma anche persone, luoghi, sorrisi e nuove amicizie.

Valentina Di Carlo

 

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