Una “valigia” piena di ricordi.

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L’album dei ricordi è tutto qui, tra le mie mani, innumerevoli istantanee di vita e passione. Una passione condivisa con voi che mi ha portato in luoghi meravigliosi, incontrando persone speciali, scoprendo anche quest’anno una piccola parte di quel mondo infinito che è il vino.

Ed è proprio così che voglio salutare il 2017, scorrendo con voi le mie foto, condividendo un po’ di quello che ho avuto la fortuna di mettere nella mia valigia in questo viaggio lungo 365 giorni.
#18 sfumature di vita e di vino.

#1
L’incontro con i vini di Emilio Vada.


Era lì, con la sua faccia pulita, in perfetta sintonia con sua sorella, quasi intimidito nel ricevere complimenti sui suoi vini.
La purezza d’animo che ho trovato e che continuo a trovare ogni volta che stappo una sua bottiglia.
Vini sinceri, come lui.

#2
“Benvenuto Brunello”.


La presentazione pubblica dell’annata 2012, con la posa dell’ormai celebre mattonella “d’autore” che decreta il giudizio sulla vendemmia appena passata. L’emozione nel vedere le 5 stelle per la 2016, la prima che ho vissuto pienamente a Montalcino.

#3
Una cena speciale.


Il mio ristorante del cuore, “Le Chiavi d’Oro” ad Arezzo. Mi sono perdutamente innamorata dell’Erbaluce di Caluso “13 mesi” di Camillo Favaro. Un vino “fiabesco” capace di scaraventarti in mezzo ad un giardino fiorito in piena estate, con alberi di pesco e mandorli tutt’intorno.

#4
Only Wine Festival, Città di Castello (PG).


Davide Del Gaia, il coraggio di un vignaiolo che sta crescendo tantissimo in una delle poche zone della Toscana in cui fare vino è veramente roba da “eroi”, la Valtiberina.
Una storia di amicizia e passione condivisa, tra un Sangiovese e uno Chardonnay, che calza a pennello.

#5
Il Consorzio del Brunello di Montalcino compie 50 anni.


Per l’occasione Luca Martini ha stappato per la stampa specializzata annate storiche.
I festeggiamenti si sono conclusi con una meravigliosa cena di Gala in Fortezza a Montalcino, diretta dallo Chef tristellato Enrico Cerea ed intrattenuta da Fede e Tinto. Tanta beneficenza e Brunelli d’annata condivisi tra i produttori.

#6
Tenuta San Guido.


Alla scoperta di uno dei vini che ha reso l’Italia vitivinicola famosa nel mondo, il Sassicaia. Il minimalismo concreto e pulito mi fa capire come ogni aspetto aziendale sia rivolto alla qualità produttiva, niente fronzoli.

#7
Viaggio a Bordeaux.


Una bambina a Disneyland. Tanto è stato l’entusiasmo alla scoperta di questa meravigliosa città, della sua storia, della sua arte, dei suoi vigneti e di alcune cantine che mi hanno lasciata senza parole.
Lo Chateau Montrose mi è entrato nelle vene e non se ne va più…

#8
Collisioni Festival.


L’evento che amo “visceralmente”, in cui il vino si inserisce magistralmente tra poesia, arte e musica. Un grande Ian D’Agata a dirigere l’orchestra dei produttori e tante belle amicizie nate e cresciute. Nota di riguardo per il Brunello di Montalcino 1997 di Tenuta di Sesta, ha conquistato tutti, compresa me.

#9
Vacanze estive… in quel di Bolgheri.


Non ridete, purtroppo non riesco ad andare in posti in cui non vi sia almeno una cantina da visitare, è più forte di me.
Un mostro sacro chiamato “Ornellaia” ed una cantina che amo particolarmente per i suoi mono vitigno in purezza, “Le Macchiole”.
Il Paleo Rosso 2013 è tra i migliori Cabernet Franc che io abbia mai assaggiato. Da svenimento immediato.

#10
EnoClub Siena.


La prima cena tra “soci appassionati” mi ha fatto conoscere molti vini meravigliosi, ma il cuore batteva fortissimo nello scoprire un Sangiovese di Lamole che rappresenta il Chianti più “chiantesco” che esista.
Podere Castellinuzza, Chianti Classico DOCG 2014.

#11
Vendemmia 2017.


Forse mai vendemmia è stata così complessa, il caldo, la siccità, le maturazioni precoci, ogni produttore ha messo in campo tutta l’accortezza e la conoscenza a sua disposizione per portare in cantina quanta più uva sana possibile. Una produzione che sarà tra le più povere, ma la tenacia ha vinto ed i vini non ci deluderanno, sorprenderanno.

#12
Livorno.


In una meravigliosa Livorno che alza la testa dopo la tragica alluvione del 9 Settembre, ci troviamo riuniti a degustare in batteria, alla cieca, i Sangiovese che di lì a poco saranno protagonisti del “Sangiovese Purosangue”.
Un onore per me sedere a scambiare idee ed opinioni con Ernesto Gentili, grazie alla stima che il Presidente Davide Bonucci ha dimostrato avere nei miei confronti.
Quelli che ho amato qui ho amato nuovamente in seguito, a carte e visi scoperti. Conferma che i sensi “incondizionati” non sbagliano mai.

#13
Eventi.


Mai nulla può essere più appassionante del poter degustare tanti vini “faccia a faccia” col produttore o con un Sommelier professionista che ce ne racconti la storia. Le migliori cui ho avuto la fortuna di partecipare quest’anno sono senza dubbio la presentazione de le guide “Slow Wine” e “L’Espresso”, il meraviglioso Vinoé organizzato dalla Fisar a Firenze, il Merano Wine Festival e la prima edizione del Bassano Wine Festival. Senza dimenticare l’ormai immancabile Vinitaly.

#14
Visite in cantina.


Mi innamoro dei vini, poi non resisto, ho sete di conoscenza, di contatti umani, di natura e di profumi “lievitati”. Molte sono le cantine che ho visitato, tantissime già in programma nel prossimo anno. La magica somiglianza tra il vino e chi lo fa riflette il concetto più profondo di Terroir, quell’insieme così unico che comprende anche l’aspetto umano.
La natura da’, ma è l’uomo che deve essere capace di interpretarla.
Ho avuto l’onore di vedermi aprire le cantine da Pietroso, Casanova di Neri, Podere Le Ripi, Col di Lamo e Barberani. Interpreti a dir poco eccellenti.

#15
Il Sangiovese “Etneo” di Tenuta Benedetta.


Complice lo sguardo dolce e smarrito di Laura e Daniele dietro il banco d’assaggio a Vinoé, ho avuto un’immediato richiamo verso quello che si è rivelato, per me, il vino più sorprendente di questo 2017.
Un Sangiovese in purezza, frutto di una vigna che loro credevano essere piantata con Nerello Mascalese (di conseguenza iscritta ad Etna D.O.C.). Il loro coraggio nel volerne mantenere la reale natura ci ha regalato questo meraviglioso concentrato “vulcanico” di spezie e frutti rossi maturi.
Annata 2015, in uscita a primavera, da far venire la pelle d’oca. Gli Etna DOC Rosso e Bianco non sono da meno.

#16
“Sangiovese Purosangue”, Siena.


Il Sangiovese nelle sue infinite e complesse sfumature. Un vitigno autoctono nobile, unico nel suo saper riflettere ogni minimo cambiamento nel suolo e nel clima con cui si
trova ad interagire.
Credi di conoscerlo ed ecco che ti arriva lì e ti sorprende di nuovo mandando all’aria ogni certezza. Esattamente come quando mi sono trovata di fronte ai Sangiovese Romagnoli di Brisighella, hanno buttato letteralmente alcol sul fuoco che già era acceso in me. Altro mondo che ho appena iniziato ad approfondire e del quale mi sono già innamorata, complice Francesco Falcone e la sua “romanzesca” capacità di raccontare vini, territori e persone…

#17
Bassano Wine Festival.


Ho già scritto tanto di questa meravigliosa esperienza. Ne sono tornata arricchita, culturalmente, ma anche e soprattutto umanamente.

#18
Anteprime Brunello di Montalcino DOCG 2013.



Un’annata equilibrata, apparentemente senza se e senza ma, l’uva è rimasta sulla sua vite a lungo, con calma. Le piogge autunnali hanno reso un pochino laboriose le vendemmie, spesso interrotte e poi riprese.
I Brunello 2013 a mio parere sono meravigliosamente bevibili. Del tipo lo prendo, lo porto a casa, lo stappo e lo finisco. I tannini sono eleganti e fini, il corpo sinuoso, i profumi freschi e fruttati.
Siete “conservatori seriali”? Nessun problema. L’acidità ne assicura una lunga vita.
Meglio di così.

È ora di svuotare la valigia, riporre tutto nei preziosi cassetti della memoria e fare spazio per un nuovo viaggio.

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