Casanova di Neri, viaggio nell’anima più profonda di Montalcino.

Il profumo del caffè al mattino credo sia una delle libidini più grandi che esista al mondo. Ti fa partire di buon umore, sempre che nessuno prima abbia tentato di farti domande…

Ancora le temperature mi consentono di non abbandonare il mio adorato baby-doll, mi siedo sul divano, sguardo veloce alle notizie sullo smartphone come d’abitudine.

Oggi ho un appuntamento che aspetto da tempo, tra gli scaffali dell’enoteca e le innumerevoli degustazioni finalmente riesco ad avere una bella mattinata libera.

Io sono una tipa da decolleté tacco 10 e abito chic (in reltà chi mi conosce sa bene che a dispetto di ciò che appare, io al massimo tiro lo sciacquone del bagno), ma la situazione impone rigorosamente stivaletto da campagna.

Monto in Jeep e faccio partire la mia playlist preferita, mentre ammiro i favolosi paesaggi che mi conducono al versante nord-est di Montalcino.
Casanova di Neri è la mia meta.

Ad attendermi c’è Tommaso, la nostra bella amicizia è nata tra le foto di Instagram e la comune passione per il vino ed il cibo. E’ grazie a lui che ho avuto la fortuna di poter conoscere Giovanni Neri.

Montalcino la si vede perfettamente, è lì, arrampicata sulla sua collina, a dominare dall’alto tutti i suoi vigneti. Il panorama è da togliere il fiato, solo vigne e dolci curve dorate.

Giovanni ci accoglie in perfetta tenuta “total black” da cantina, le fermetazioni sono ancora in atto, l’annata è stata complicata.

Accediamo direttamente alla passerella che sovrasta i grandi tini in acciaio, l’odore del vino è così meravigliosamente “vivo”. Posso vedere l’interno delle vasche mentre Giovanni mi spiega come stanno affrontando queste vinificazioni, mostrandomi anche le vasche in legno riservate ai Cru aziendali.

L’annata caldissima e siccitosa ha costretto ad un lavoro intenso in vigna prima ed in selezione poi, con particolare attenzione alla gestione del verde in pianta e delle macerazioni in vasca. Una perdita netta del 40% del raccolto ma con una qualità media molto alta derivante proprio dal particolare clima secco.

Ci spostiamo in affinamento, una distesa di tonneaux si aprono alla vista, tutt’intorno le grandi Botti in Rovere a fare da cornice. Qui riposa il Brunello di almeno 3 annate.

Questo è uno di quei luoghi magici che fanno volare la fantasia di noi donne…

Si passa a vedere l’imbottigliamento e lo stoccaggio, tutto talmente organizzato e catalogato che “bibliotecari scansateve”.

Giovanni è tipo alto 2 metri, in confronto mi sento piccolissima ( lo sapevo che dovevo mettere i tacchi…) nonostante sia perfettamente nella media. E’ un ragazzo appassionato, grande conoscitore del mondo del vino a tutto tondo, garbato e cavaliere. Vi giuro che la probabilità di incontrare uomini così è pari a quella di fare 6 al Superenalotto. In realtà rappresenta perfettamente i suoi vini, o meglio, sono i suoi vini a rappresentare perfettamente lui.

Ci dirigiamo verso la sala degustazioni, ariosa, con quei camini enormi che ti aspetti nelle cascine Toscane.

Da bravo cavaliere però mi fa accomodare nel “salotto”, attentamente progettato per dare “luce” ai gioielli di casa.

Velluto e marmo, giallo e nero.  Un gioco estremamente raffinato di contrasti che spingono a perdersi tra i sensi ancor prima di afferrare il calice in mano.

Io e Tommaso ci sediamo impazienti di poter degustare insieme a Giovanni.

Si parte dal Rosso di Montalcino, annata 2015. La prima sensazione e la più favolosa è il trovarsi catapultati in un giardino pieno di viole, non si fa in tempo a sdraiarsi che si viene attirati dal profumo delle ciliegie mature. Viene voglia di assaggiarle. E come ci si aspetta, la bocca è riempita di morbidezza e succosità.

Giovanni mi presenta orgoglioso l’IGT PietradOnice, un Cabernet Sauvignon in purezza che nasce da terreni a spiccata prevalenza minerale, come lo stesso nome evoca.
Qui, la femmina che è in me prende il sopravvento sulla degustatrice professionale… Come si fa a rimanere impassibili ai profumi dolci delle prugne, della liquirizia, del cacao e della vaniglia? La mineralità mi riporta sulla terra ma la voglia di assaggiarlo è tanta. Una potenza ricca apre le sensazioni al palato, la giovinezza è chiara, ma preannuncia una maturità splendente.

Il Brunello di Montalcino 2012 è la perfetta evoluzione del Rosso, la sua caldezza mi abbraccia infinitamente.


Eccomi al Brunello di Montalcino “Tenuta Nuova” 2012, figlio di tanta ricerca e passione. Lui è balsamico, poi speziato con un tocco di vaniglia. Un giovane stallone da domare. Chi ama gli indisciplinati può goderne pienamente la bevibilità sostenuta da una favolosa acidità. Al contrario, lasciate che la bottiglia lo domi, vi farà fare delle meravigliose passeggiate nel bosco.


Giovanni mi fa una sorpresa inaspettata. Probabilmente sa che “i diamanti sono i migliori amici delle donne” e sfodera il suo, Il Brunello di Montalcino “Cerretalto”, annata 2008.

La Vigna è di quelle storiche, talmente ancorata al suo terreno che ne trasmette ogni singola sfumatura. I grappoli, mi racconta Giovanni, sono piccoli e spargoli e da qui nasce la sua estrema concentrazione. E’ un vino incomparabile, indescrivibile, emotivamente travolgente, potenzialmente immortale. Potete immergervi nei suoi profumi e restarne incantati per ore ed ore…


Grazie Giovanni, mi hai regalato un’esperienza diVina.

Si conclude qui il mio viaggio a Casanova di Neri.

Un viaggio entusiasmante nell’anima più profonda di Montalcino, in cui ciliegia incrocia liquirizia, viola e componenti minerali. Un viaggio in cui scopri che Montalcino può regalare un Cabernet Sauvignon in purezza da lasciare senza parole ed in cui trovi in Cerretalto un Brunello che vive di vita propria, incomparabile proprio perché identitario. Tutto ciò legato da un filo conduttore chiamato acidità… la capacità incredibile di invecchiare…

 

AZ. AGR. CASANOVA DI NERI DI GIACOMO NERI

Podere Fiesole – SP 14

Via Traversa dei Monti, KM 31,800
53024 Montalcino (SI) – Italia

E-mail: info@casanovadineri.com

Tel. +39 0577 834455

 

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