DoctorWine by Daniele Cernilli presenta a Roma la sua “Guida essenziale ai Vini d’Italia 2018”

Direzione Roma, Grand Hotel Parco dei Principi  per l’esattezza, dove Daniele Cernilli, Stefania Vinciguerra ed il super team DoctorWine presentano la “Guida essenziale ai Vini d’Italia 2018”.

Di “essenziale” in verità ho incontrato solo i mitici tassisti Romani, perché la location, le etichette in degustazione, i produttori presenti ed i “DoctorWine” erano a dir poco top level.

Da brava stacanovista mi presto ad aiutare Michela, cara amica e bravissima Brand Manager, nella preparazione della sua postazione e nel servizio dei vini.

Saluto la bellissima e bravissima Chiara Giannotti, affermata wine blogger e collaboratrice DoctorWine, che seguo da molto tempo e con la quale è nato un “tasting-feeling” fantastico.

Le “faccine DoctorWine” le puoi riconoscere dietro i banchi di assaggio, hanno l’aria sorridente e distesa, proprio come quella di Daniele Cernilli intento a prestarsi a selfie ed autografare copie della sua guida.

Poco distante la mitica Stefania Vinciguerra regala sorrisi agli enoappassionati, con il suo bellissimo carisma e la sua distintiva gentilezza.

Sono impaziente, finalmente riesco ad afferrare il calice (con tanto di logo, chiccosissimo) ed iniziare le mie degustazioni.

Stavolta inizio con la Toscana ed il Chianti Classico. La cantina è tra quelle che apprezzo maggiormente, Fontodi. Tralasciando il ben più famoso Flaccianello, rimango colpita dal Chianti Classico Gran selezione “Vigna del Sorbo”. Un Chianti 100% Sangiovese che esprime a pieno il suo territorio (Greve in Chanti ndr). Naso suadente nei suoi frutti rossi mitigati dal passaggio in barrique, note orientali di sandalo. Non delude all’assaggio e mostra capacità di affinamento in bottiglia nonostante l’annata difficoltosa.

Poco più in là trovo Colle Massari. Sono curiosa di sentire il Bolgheri Superiore “Alberello” 2014 della Tenuta Grattamacco. Cabernet in maggioranza, si mostra immediatamente fresco, con note di frutti di bosco e balsamiche.

Proseguo con il Brunello di Montalcino 2012 della tenuta Poggio di Sotto, naso emozionale, con spezie, frutti rossi e nota di liquirizia. Al palato l’eleganza e la finezza integrata dei tannini fanno da spalla all’infinita lunghezza.

Una delle migliori cantine in Val d’Arno è Petrolo. Qui Sangiovese e Merlot sono padroni. Il “Torrione”, maggioranza Sangiovese con un 20% di Merlot, affascina con le sue note fruttate e di viola. Giovane e di grande struttura. Il “Galatrona”, Merlot in purezza, è un vino che si fa ricordare per struttura ed imponenza.

Mi sposto nuovamente nel cuore del Chianti Classico con Castellare di Castellina. Io adoro le loro etichette, riconoscibili tra migliaia.

Il gioco si fa duro, tre vini tutti straordinariamente rappresentativi.

Partendo dal Chianti Classico 2015, dove note di frutti di bosco si affiancano alla viola con un accenno balsamico. Sorprendente il Merlot in purezza “Poggio ai Merli” 2015, frutti rossi, tabacco e cuoio, al palato estremamente pieno, con tannini presenti ed un tocco di sapidità che lo equilibra.

Punta di diamante, “I Sodi di San Niccolò” annata 2013. Naso complesso, inebriante, frutti rossi integrati alle note speziate, ciliegia in testa con un piccolo tocco di fragola. Sapido ed elegantissimo, tannini integrati alla perfezione. Mi zittisce.

Accanto si continua con l’eccellenza de Il Castello del Terriccio, azienda di Castellina Marittima, nel Pisano. La loro stella rossa mi ha sempre conquistata…

Il “Castello del Terriccio” è un Syrah per il 50%, con un 25% di Petit Verdot e restanti miste varietà coltivate nei vigneti aziendali. Note balsamiche in testa, prosegue con profumi che ricordano le pinete tipiche del territorio. Faccino DoctorWine.

Il “Lupicaia” 2013, Cabernet sauvignon per il 90%. Uno dei miei vini del cuore. Naso pulitissimo, capace di farmi immergere in ogni suo piccolo profumo di spezie leggere, frutti rossi e fiori bianchi e viola. Al palato è seducente, inizia elegante per poi proseguire con un centro pieno ed un finale lunghissimo.

Parentesi fresca, come sempre.

Ma prima di passare ai Bianchi noto Riccardo Viscardi, naso e palato finissimo del team DoctorWine, che non si esime dall’accompagnare i suoi amici ed estimatori attraverso un bel viaggio tra i grandi vini presenti in sala.

Il cuore mi porta verso Cantina Tramin ed il suo “Nussbaumer”, Gewurztraminer di grande carattere ed eccellenza. Non vi nascondo che anche qui, rimango ammutolita. Per molti può essere “troppo”, ma la complessità di questo vino la si percepisce a partire dal primo avvicinamento del naso al calice. Minerale, con frutti tropicali ed erbe aromatiche, al palato esplode. Solo acciaio, ed è questo che sorprende.

Cantina Terlano è perla rara e preziosa dell’Alto Adige. Vini d’autore che fanno dei profumi, dell’equilibrio e della capacità di invecchiamento la loro nota inconfondibile. Impossibile rimanere delusi da qualsiasi vino che esca dalla loro cantina. Dai monovitigni passando per i blend fino ad arrivare alle selezioni è tutto un crescendo di emozioni ed aromi. Faccino DoctorWine per il Sauvignon Blanc “Quarz” 2015.

Ed eccomi all’altra mia passione, i bianchi Friulani.

Mi fermo da Lis Neris per degustare il Pinot Grigio “Gris” 2015. Non a caso faccino DoctorWine.

Barrique che ammorbidisce, naso tipico di Pera e pesca bianca con note di limone.

Cambio drastico di rotta verso il Roscetto della Famiglia Cotarella, capace di trasformare in oro qualunque uva entri nelle loro cantine.

Questo “Ferentano” 2016 ha un naso molto identitario, che spazia dalla frutta estiva alla vaniglia del legno con note minerali. Tondo al palato. Bella riscoperta ed interpretazione di questo antico vitigno.

Il “Montiano” 2015 è faccino DoctorWine, ovvio che il principe Merlot vada degustato anche se non ha bisogno di presentazioni. La sua potenza inizia dal colore, si trasferisce al naso e chiude al palato. Tutto in equilibrio perfetto.

Passo ai Colli di Luni con il Vermentino di Lunae Bosoni. Naso fruttatissimo, che adoro, ananas ed agrumi in testa.

Fantastico anche il Rosso Riserva “Niccolò V”, in cui il sapiente uso dei legni piccoli la fa da padrone sia al naso che al palato.

Menzione particolare per un Sauvignon Blanc Siciliano che non mi aspetto. “Urra di Mare” cantina Mandrarossa.  Da Vigneti a ridosso del mare, regala fantastici profumi di erbe aromatiche, frutta estiva e vegetazione marina. Sapido e fresco.

Faccio una piccola pausa ed aiuto Michela in postazione che è in compagnia di un autorevole Archeologo enoappassionato. Ci divertiamo a scambiare idee sul mondo del vino.

La serata sta volgendo al termine, con enorme successo. Si deve chiudere in bellezza. So dove andare.

Avete mai provato il Lambrusco Salamino vinificato con metodo Charmat e Champenoise?

Dovete farlo.

La cantina Medici Ermete è maestra in questo. Incontro con molto piacere Alberto Medici, la sua passione per ciò che fa me la trasmette attraverso il fantastico racconto dei suoi vini.

Uomo meraviglioso, mi spiega perfettamente le differenze che le due diverse spumantizzazioni conferiscono al Lambrusco. Stesso terroir.

Nell’ “Arte e Concerto”, metodo champenoise, trovo frutti freschi, fragola e ribes. Secco al palato a differenza del Lambrusco cui sono abituata.

Nel “Gran Concerto”, metodo charmat o Martinotti (scusate il campanilismo), c’è un’evoluzione matura dei frutti e palato più morbido.

Decisamente me ne sono innamorata.

 

 

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